18/02/09
Spese extra per la Romita
il Corriere delle Alpi – 18 febbraio 2009 pagina 01 sezione: PRIMA
FELTRE. Per essere una vetrina della città, rischia di costare parecchio e di non essere neppure molto decorosa. La galleria Romita è stata appena ristrutturata ma già mostra i segni del tempo: rughe, crepe e sgocciolamenti hanno rigato le sue pareti candide in più punti. La beffa è che ad ogni ulteriore intervento le cose peggiorano. E che dopo aver speso 1,4 milioni per farne un percorso museale, l’amministrazione Vaccari rischia di dover spendere un bel po’ di altri soldi. Perché le pareti sono aggredite dall’acqua e dall’umidità e perché gli interventi di impermeabilizzazione previsti nel primo progetto di recupero sono stati accantonati con troppa fretta. CADONI A PAGINA 27
Per la Romita servono altri soldi
il Corriere delle Alpi – 18 febbraio 2009 pagina 27 sezione: PROVINCIA
FELTRE. Per essere una vetrina della città, rischia di costare parecchio e di non essere neppure molto decorosa. La galleria Romita è stata appena ristrutturata ma già mostra i segni del tempo: rughe, crepe e sgocciolamenti hanno rigato le sue pareti candide in più punti. La beffa è che ad ogni ulteriore intervento le cose peggiorano. Le luci dei neon si spengono continuamente (anche ieri pomeriggio metà del tunnel, in corrispondenza dei pannelli informativi, era al buio), l’impianto delle telecamere ha richiesto un armadio a tenuta stagna, come se dovesse essere adagiato sul fondo di un lago. E quando gli operai fanno un buco per mettere un tassello e appendere un quadro informativo, dalla parete esce acqua, perché la malta idrorepellente non può più svolgere la sua funzione difensiva. La situazione è tanto più sconcertante se si considera che la spesa di un milione e 400 mila euro fin qui sostenuta per fare della galleria un percorso museale e – appunto – una vetrina della città, non sarà sufficiente. Altri soldi dovranno essere spesi per rimediare ai guai, ovvero alle infiltrazioni d’acqua. Così è emerso dal dibattito di lunedì sera in consiglio, quando l’opposizione ha presentato un dossier – ironicamente ribattezzato Water ring – per denunciare come, nell’esecuzione dei lavori, l’amministrazione abbia deliberatamente scelto di ignorare quello che è qualcosa di più di un semplice intoppo. Ossia che è acqua di falda e non un banale sgocciolamento causato da piogge abbondanti o nevicate, a determinare le infiltrazioni sulle pareti della galleria. E’ stato Perenzin (Sinistra) a mettere sul tavolo prove evidenti. «A luglio dell’anno scorso il progettista ha inviato una perizia di variante che si è resa necessaria per (leggendola, ndr) “sanare maggiori e imprevedibili quantità di ammaloramenti riscontrati”, e con la quale quindi denunciava una situazione peggiore del previsto». Aggiunge Perenzin, sempre leggendo la perizia: «Si prevede l’esecuzione di lavori di impermeabilizzazione della volta della galleria per captazione di acque di falda». Non sgocciolamenti, dunque. Una falda – e in quanto tale «prevedibile», sostiene Perenzin. Che, sempre citando il progettista, dimostra anche come «la situazione è tale che, nella migliore delle ipotesi, tra qualche tempo tutto tornerà come prima». Per ora invece va peggio. «E noi abbiamo speso un milione e 400 mila euro per un intervento peggiorativo», conclude. L’amministrazione non nega il problema. Dalla Caneva ammette che «tre lettere sonostate inviate all’impresa» e che «bisogna attendere l’esito di un monitoraggio per capire quali interventi fare». Interventi inevitabili, a questo punto. E il cui prezzo dev’essere ancora calcolato. Duro l’affondo del Pd e dell’ex assessore Luciano Bona: «Avete cambiato un progetto che prevedeva un restauro vero della galleria con un’impermeabilizzazione della volta per puntare su una ristrutturazione parziale. Ora abbiamo un museo che fa acqua e che di sera viene chiuso, per cui non ci si può neppure passare». L’idea di una commissione d’inchiesta, lanciata dall’opposizione, è stata però respinta. I consiglieri di centrodestra hanno difeso la giunta senza però sollevarla da eventuali responsabili e, anzi, chiamandola a chiarire cosa è successo. Ma il centrosinistra non si ferma e ora è pronto a denunciare i problemi dell’ascensore, proprio alla vigilia della sua apertura. – Cristiano Cadoni
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